La Chiesa Parrocchiale di Villa Viani

L’imponente edificio dialoga con l’oratorio di San Giuseppe nell’ambito del suggestivo scenario del sagrato. Spesso viene detto che questo spazio sia uno dei punti più belli del paese. In effetti l’ombra degli ippocastani protegge un selciato a “rissoli”, cioè a piccole pietre, accuratamente disposte a formare disegni geometrici e simbolici. Lo sguardo spazia verso gli orti e gli oliveti, aprendosi verso la parte bassa della valle. La chiesa parrocchiale impone la sua facciata al di sopra di alcuni gradini disegnati con assoluta precisione. L’edificio è frutto di una costruzione seicentesca, che ha preso il posto di una precedente cappella, originariamente dedicata alla Madonna degli Angeli (che si festeggia il 2 luglio). La costruzione è stata condotta fra la metà del XVII secolo fino al 1670. L’interno è un’ariosa aula unica, con cappelle laterali che ospitano altrettanti altari. Il complesso decorativo è molto ricco, sintomo della religiosità del paese, che si riunisce attorno alla sua chiesa e vi destina le ricchezze della coltivazione dell’olivo.

Si nota la decorazione a stucco degli altari laterali e del presbiterio, in una dimensione che affianca la tradizione cinquecentesca con aspetti barocchi. Vi hanno lavorato maestranze locali e straniere. L’architetto potrebbe essere Giacomo Barnato, noto per aver progettato e costruito chiese e palazzi nel Ponente ligure. Fra gli stuccatori si sono distinti sicuramente quelli provenienti dalla valle del Maro, al colmo della valle Impero, nonché dei ticinesi Giacomo Antonio Folcione e Gio Andrea Casella. La dimensione ornamentale si arricchisce con ogni generazione di villavianesi, fino agli anni Venti del Novecento, con l’intervento di Giuseppe Guglielmetti, raffinato pittore accademico.

L’organo

La chiesa parrocchiale di Villa Viani custodisce una preziosa rarità musicale: si tratta dell’organo n.571, prodotto dalla ditta Nicomede Agati e fratelli di Pistoia nel 1878. L’organo è stato posto sopra un palco ovvero un’ “orchestra”. La struttura è sorretta da eleganti mensole ed è stata posta in opera dal mastro falegname Gio Semeria di Bestagno fra 1757 e 1758. Evidentemente era stata prevista per un altro organo, precedente e poi sostituito da quello dell’Agati. La particolarità di questo strumento, tuttora utilizzato per le celebrazioni e per i concerti, è la singolare originalità. Infatti il restauro del 1996 (ditta Beniamino Giribaldi; Antonio Lanteri per la cassa) è stato più che altro un ripristino, tale era lo stato di conservazione dell’opera, praticamente inalterata in ogni parte, con tanto di grancassa e campanelli. Per questo la purezza e la completezza del suo insieme armonico hanno permesso un recupero adeguato ed un impiego costante, tanto per le funzioni quanto per i concerti. Alcuni tra i più importanti esecutori italiani e stranieri si sono alternati ogni anno all’Agati di Villa Viani. Il suo stato di originalità ha infine permesso il suo impiego per l’incisione di un CD che raggruppa alcuni brani di musica ottocentesca, pienamente in linea con l’epoca di esecuzione dello strumento. L’organista che si è impegnato per questa iniziativa è il maestro Silvano Rodi. Vanno citati comunque tutti gli organisti locali che si sono alternati alla tastiera, fino agli ultimi, come il compianto Ernesto Calzia od il giovane ed attento Emilio Viani. E molto si deve all’altrettanto compianto Giovanni Viani per il recupero e la valorizzazione della musica a Villa Viani.

La prima statua

La statua del 1700

Si tratta di una piccola statua di poco più di sessanta cm. di altezza, già gravemente danneggiata dal tempo, databile al XVI secolo (il Cinquecento). Rivela brani di notevole qualità, anche sotto il profilo cromatico. Probabilmente è questa la prima “cassa della Beatissima Vergine” che veniva utilizzata in processioni rese note dai documenti di primo Seicento. Probabilmente la statua era stata già sostituita nel corso del XVIII secolo da ben altre maggiori opere. In ogni caso si sa che il prezioso oggetto si trovava all’altare del Rosario, ammantato di vesti autentiche e ragguardevoli. Molto probabilmente si trattava, in origine di una statua della Madonna del Rosario, forse corredata da un’effigie di Gesù Bambino. La produzione è sicuramente di area locale o bassopiemontese, nel solco di una notevole tradizione di lavoro del legno a livelli di notevole qualità. L’opera è stata restaurata con il contributo della Fratelli Carli di Imperia-Oneglia.

Le casse processionali

Sono le statue che vengono portate nella processione dell’Assunta ed in quella di San Rocco. Sono statue particolarmente pesanti, realizzate da un maestro della cultura accademica genovese, Giovanni Battista Drago, capace però di interpretare il gusto popolare in maniera tanto coinvolgente. La statua di San Rocco è stata la prima a giungere a Villa Viani, nel 1855. Si presenta una figura eretta e sicura, giovanile e sincera, molto caro alla popolazione. La monumentale “cassa” processionale dell’Assunta è resa viva da uno slancio drammatico e dinamico, fra nuvole e corone d’angeli. La statua è stata acquisita al patrimonio della chiesa di Villa Viani nel 1861. Da più di un secolo è uno dei simboli della Comunità. Va detto che il posto di portatore delle statue è molto ambito e viene assegnato in rapporto alla forza fisica ed alla serietà del persona. Portare le statue è un onore, faticoso, certo, ma molto sentito da tutta la popolazione maschile.

Il giubileo mariano

Tra 6 e 8 Maggio il territorio comunale ha ospitato nelle sue chiese la statua itinerante della Madonna di Fatima, accompagnata dagli appartenenti all’ordine degli Araldi della Buona Novella. L’effigie di Fatima è ormai cara a tutti i Cattolici in quanto è a questa immagine della Vergine che il Beato Papa Giovanni Paolo II ha riferito la sua salvezza in occasione dell’attentato nel 1981. 

La statua mariana è stata a Pontedassio il 6 maggio con messa e processione solenne guidata dal Vicario Foraneo, a Bestagno e poi a Villa Guardia il 7 maggio dove è stata  celebrata una Santa Messa solenne.

Nel giorno di domenica 8 maggio la Messa delle 9 a Villa Guardia è stata seguita da una processione con la quale si è portata la statua a Villa Viani. La chiesa è rimasta aperta per le preghiere, le intenzioni personali ed il colloqui con i custodi della sacra effigie. Nel pomeriggio, alle ore 17, c’ è stata la Santa Messa solenne celebrata dal Vicario Mons. Giorgio Brancaleoni, con la presenza della corale di Santa Margherita di Pontedassio. La giornata è stata chiusa da un momento di condivisione con un rinfresco per tutti gli intervenuti. Gli Araldi della Buona Novella, rappresentati anche da un sacerdote giunto in concelebrazione da La Spezia, hanno consegnato a tutti immagini sacre della Madonna di Fatima e rose avvicinate al cuore ardente del’effigie di Maria. 

La settimana seguente ha visto il culmine delle celebrazioni in occasione dei 150 anni di presenza a Villa Viani della sacra effigie della Madonna Assunta, eseguita nel 1861 dal genovese Giovanni Battista Drago. 

Si è cominciato con un incontro scientifico e storico, preceduto dalla benedizione della statua ad opera del parroco don Giuseppe Arockiasamy. Lunedì 9 maggio era tornato il gruppo ligneo dal restauro presso Alassio, accolto da almeno una trentina di abitanti locali.  Il magnifico restauro, che ha restituito una splendida immagine del coinvolgente aspetto mariano, è stato sottolineato in una conferenza tenuta dal restauratore della statua, Giorgio Gavaldo di Alassio, nonché da  Alessandro Giacobbe e Luciano Livio Calzamiglia.

Tra gli aspetti interessanti degli interventi, si ricorda il dato relativo alla incidenza dei titoli mariani nella valle Impero,  pari a circa un terzo degli edifici sacri locali, così come gli importanti elementi forniti dal restauratore in merito all’opera di recupero. 

Infine, grande e storica giornata Domenica 15 maggio. Puntualissimo è giunto sulla piazza di Villa Viani “u Ciàn”, alle 9.45 Sua Eminenza Reverendissima Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto Emerito della Congregazione delle Cause dei Santi. Accolto da parroco, dal Sindaco di Pontedassio e dall’Amministrazione Comunale in una piazza pavesata a festa, l’illustre porporato si è detto felice di essere nella piccola comunità di Villa Viani ed ha esortato a mantenere vive le tradizioni mariane. Accolto con fiori e simboli di benvenuto, si è quindi portato in chiesa parrocchiale, che risplendeva per bellezza e favori di popolo devoto. Qui si è celebrata una Santa Messa Solenne, animata dal coro della Parrocchiale di San Giovanni Battista di Imperia, diretto da Don Danilo Galliani, già parroco di Villa Viani, con accompagnamento di organo e tromba. Durante la celebrazione il momento culminante è stata l’incoronazione della statua dell’Assunta, con una corona rinnovata per l’occasione. Il Cardinale ha poi benedetto anche una lapide che ricorda la sua presenza a Villa Viani, prima volta in cui un Cardinale di Santa Romana Chiesa è stato in Valle Impero. Dopo la celebrazione, sceltissimo l’aperitivo preparato con il fattivo contributo della Pro Loco di Villa Viani, dove uomini e donne hanno dato il meglio come è nella tradizione gastronomica del luogo. Il Cardinale è stato a contatto con la gente, in modo affabile, cortese, simpatico, parlando con molti, chiedendo e raccontando, impartendo a molti la Sua benedizione particolare.   Va ricordato che il Cardinale Martins, portoghese di nascita, religioso dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, ha condotto le indagini apostoliche in merito all’elevazione di Beati e Santi agli altari quali Madre Teresa di Calcutta, Padre Pio da Pietralcina e Giovanni Paolo II:  Nel pomeriggio, alle 16.30, in parrocchiale, ci sono stati i Vespri solenni e la Benedizione Eucaristica, impartita dal Vicario Mons.Giorgio Brancaleoni. Il Cardinale Saraiva Martins, intrattenuto a pranzo con il parroco don Giuseppe, ha avuto parole di grande ammirazione per la piccola Comunità di Villa Viani e la sua fervente fede mariana. 

Un giorno storico per Villa Viani si è dunque compiuto rimanendo nei cuori di tutti.